- 4.0.1
“I dettagli non sono dettagli, creano il prodotto.”
Charles Ormond Eames, Jr
Quella dei coniugi Eames è una testimonianza impossibile da svincolare da un più ampio disegno che vede protagonisti filosofia progettuale, lifestyle e sinestesia delle arti. Una storia, un tesoro di inestimabile valore gelosamente custodito ma generosamente narrato da cultori e accademie, da gallerie e aziende. Charles e Ray fanno del progetto il loro stile di vita coniugando la loro quotidianità a quel variegato mondo abitato da palette di colori, schizzi e sperimentazioni. Straordinario il senso dell’avventura con cui essi hanno rivolto il loro entusiasmo alle creazioni che li hanno impressi come uno esemplare di working-team. Dimostrazione di come l’amore e l’armonia tra due persone possa plasmarsi e materializzarsi in un lavoro senza precedenti, in quegli oggetti che compongono una storia tutt’altro che superata. Ritengo appunto quasi erroneo definirlo un episodio meramente legato alla storia del Design, a dir poco riduttivo per il colossale ruolo che ancora oggi giocano nella cultura del progetto. Dal quel vortice creativo firmato Eames nasce l’espressione Look Eames con cui viene odiernamente definito quello stile innovativo dagli arredi snelli, moderni e sobriamente sofisticati. Quel look inaugurato dalle celebri sedie in compensato modellato verso la fine degli anni ’40 che prende vita nella sedia lounge Eames, conosciuta a livello mondiale, ora inclusa nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. Mentore di Charles fu l’architetto finlandese Eero Saarinen che lo esortò, nel 1938 a trasferirsi nel Michigan, dove studiò architettura alla Cranbrook Academy of Art, per poi insegnarvi e divenire direttore del dipartimento di Disegno industriale. Ray Eames Kaiser,californiana di nascita, studia pittura con Hans Hofmann a New York, prima di giungere alla Cranbrook Academy dove avrà luogo il celebre incontro.
Charles una volta disse che il suo sogno era: “… vedere le persone lavorare a progetti inutili, poiché è da questi che germogliano nuove idee.”
Quella di Charles e Ray è una produzione che migra da una disciplina all’altra ma capace di sancire un notevole legame sinestetico. Un approccio poliedrico che spazia dall’architettura al cinema, dalla pittura al design sino allo spiccato amore per la fotografia. ll collezionismo di giocattoli portò loro a maturare l’interesse per l’invenzione di questi. Un lavoro costante e graduale, un modus operandi fortemente connesso a quel versante ludico del progetto. A Los Angeles il loro quartier generale, l’atelier in cui tutto fu possibile, un luogo ormai di culto che da allora in poi fu conosciuto come lo studio degli Eames. Notevole l’impronta architettonica conferita da Charles stesso nel disegnare la propria casa, successivamente indicata come un esempio antesignano dell’architettura high-tech. Siamo a metà del 900 quando due visionari signori del design si affacciavano nella polimorfica dimensione del progetto.
Domenico Tammaro





